La storia di CasaUbaga

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Quando ci siamo innamorate di questo luogo, della grande casa in pietra, della cornice di colline, delle fasce d’ulivi, dei suoni della natura non sapevamo cosa sarebbe diventato.

Era l’inverno del 2008.

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DSC03447 febbraio 2009

La casa di pietra portava bene i suoi circa 350 anni, ma aveva bisogno di qualche intervento 😉 e anche le fasce coltivate un tempo a ulivi e ortaggi erano ricoperte di rovi trentennali. Ma esercitammo una attitudine a guardare oltre, sostenute dalla bellezza del luogo e da alcuni buoni incontri. In un paio di anni, liberata la terra dai rovi, ristrutturata la casa valorizzando quel che c’era e consolidandolo, non restava che… esserne felici, rilassarsi davanti alle colline, dare il nome alla creatura che diventava così Casa Ubaga e chiederci cosa sarebbe stata da grande.

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Il progetto ha preso forma mentre continuavamo a chiederci qual era il progetto,invitando amiche e amici a passare del tempo lì con noi, incontrandone di nuovi, mescolando saperi di chi veniva a passioni antiche e sospese, come quella per i giardini e le erbe buone, aromatiche e officinali.

Abbiamo iniziato dalla terra e al rapporto con la terra abbiamo dedicato la nostraprima iniziativa: il laboratorio esperienziale teorico-pratico sull’orto sinergico, organizzato con l’associazione Kanbio. Guido, Nicola e Vincenzo, insieme a un gruppetto affiatato di aspiranti orticoltori, noi comprese, ha dato vita a una bella sinergia da cui è nata OrtUghetta, l’orto sinergico di Casa Ubaga (2010).

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Nel corso di questi anni abbiamo ospitato laboratori dedicati alla funzionalità vocale con Daniela Portonero, alla cucina naturale con ChefNatura, allo yoga con Patrizia Ottone, alla danza con Erberto Rebora, alla letteratura con Margherita Giacobino, alla lavorazione dell’argilla con Paola Cabutti e altro ancora.

E a Casa Ubaga è anche costantemente in azione una sorta di laboratorio permanente di ricerca autogestita intorno al cibo, che nutre anche la nostra biblioteca, i nostri discorsi, gli esperimenti dentro e fuori la nostra cucina. Ricerca di prodotti dell’agricoltura naturale, di semi e di piante non interessanti per l’agricoltura del profitto, confronto con altri indipendenti sperimentatori, negli orti e nelle cucine.

La crescita del non-progetto Casa Ubaga procede in modo rizomatico, producendo connessioni a partire da quel che c’è e incrocia il cammino.  In questo senso abbiamo accolto anche l’arrivo di tre amiche che hanno messo su casa vicino a noi.

Di queste e altre storie di Casa Ubaga torneremo a parlare in post dedicati, strada facendo.

 

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